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| Il Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso. |
Cosi' il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, in una intervista a Repubblica, nella quale suggerisce per rafforzare gli 'anticorpi' della politica alla corruzione e al malaffare una norma ''molto semplice: chi e' in politica non puo' entrare in affari di qualsiasi genere''. ''Bisognerebbe creare - aggiunge - una anagrafe, accessibile a tutti, per politici, pubblici funzionari e amministratori'' cosi' ''chiunque potrebbe controllare se ci sono arricchimenti ingiustificati''.
''Oggi - aggiunge - non c'e' piu' distinzione tra Nord e Sud, tutta l'Italia e' diventata una questione di infiltrazioni nell'economia, nella politica e nella pubblica amministrazione. Oggi c'e' un'altra distinzione: l'Italia dei tartassati e l'Italia di quelli che vengono chiamati furbi, ma vanno chiamati come dice Monti e cioe' corrotti, corruttori ed evasori''.
Per Grasso vanno poi ''ripensate certe norme previste nel ddl anticorruzione'' perche' ad esempio ''il reato di voto di scambio non sia limitato alla dazione in denaro. Deve essere esteso a scambi di qualsiasi natura''.

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