Solitamente, nei momenti di delusione, un'atteggiamento responsabile
prende il posto delle polemiche, in A.N.P.A.R. sta avvenendo
esattamente così.
Di fronte ad uno scarno comunicato della Corte Costituzionale di
abolizione della "obbligatorieta' della mediazione" senza conoscerne
il contenuto reale si leggono in giro solo critiche gratuite o
euforie esagerate.
Premesso che tutto resta come prima almeno per ora, molti interventi -
dice il presidente Pecoraro dell'A.N.P.A.R., brillano per incoerenza
ed inutilita'. Infatti molti si ostinano a definire "l'obbligatorieta'
della mediazione" come il bene di tutti i mali, idonea come medicina
a deflazionare l'attuale carico di procedimenti giudiziari. Sono
proprio convinti questi signori di continuare ad agitare la bandiera
del populismo e della demagogia? Dove stavano, quando eravamo in pochi
se non pochissimi a contrastare certe affermazioni scandalose che
alla fine "loro stessi" hanno messo in atto (mancato rispetto delle
tariffe ministeriali con IVA a carico dei cittadini, mancate adesioni
concordate, fallite mediazioni con accordi bonari successivi ecc).
Sono tantissime le lettere di mediatori di altri organismi che
chiedono la nostra partecipazione ad una linea comune a difesa della
obbligatoriet&agrav! e; che abbiamo sempre sostenuto e sosterremo ma
solo con quegli organismi che rispettano la dignita' e la
professionalita' dei mediatori. "Ho sempre ribadito che l'istituto
della mediazione obbligatoria non deve e non puo' essere veicolo di
ingiusto arricchimento allespalle dei mediatori".
In una situazione in cui le imprese chiudono, la gente e' senza lavoro
e i giovani sono disperati e' necessario il massimo della unita'
d'intenti, qui invece si fa esattamente il contrario si arroccano
tutti sul mantenimento di privilegi personalistici (organismi di
mediazione pubblici e privati compresi).
Il perno della questione, per chi non lo sapesse o fa finta di non
saperlo, sono i bravi mediatori e i cittadini. Sono questi quelli che
NON debbono perdere la speranza di quello che hanno gia' creato.
Per questo e' necessario una "pausa di riflessione", che la Corte
Costituzionale ci ha dato. Questa e' una pausa che dovrebbe
consentire di escludere dalla mediazione chi pensa di arricchirsi e
chi ha interesse a mantenere posizioni personali di privilegio. Ben
vengano dunque anche per il futuro, tutte le "sospensioni" della
mediazione idonee a fare chiarezza sui ruoli. In due anni di rodaggio
(anche se non sufficienti) sono nati buoni professionisti-mediatori e
buoni mediatori- professionisti, ai quali poco importa della
"obbligatorietà sospesa" . "Come ho gia' detto questo e' un problema
che la politica dovrà risolvere con l'U! nione Europea tenendo conto
di una valutazione importante: i cittadini italiani hanno recepito la
cultura della mediazione? Se si' non serve l'obbligatorieta', se no,
e' necessario il ripristino. L'ANPAR che e' l'unica associazione
senza scopo di lucro a dover essere "sentita" dai ministri competenti
aspetta di leggere prima le motivazioni della sentenza della Corte
Costituzionale e poi far "sentire" la propria voce".
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