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Il vaccino dimezza gli infarti

INFLUENZA:VIRUS ATTACCA CUORE, VACCINO DIMEZZA INFARTI VANTAGGI ANCHE PER CHI NON E' A RISCHIO, MA CI SI VACCINA POCO

ROMA, 28 ottobre 2012 - Il vaccino contro l'influenza e' guardato con diffidenza, soprattutto in Italia dopo le recenti vicende di cronaca, ma i suoi benefici vanno oltre la semplice protezione dal virus. Secondo uno studio presentato al Canadian Cardiovascular Congress di Toronto con l'iniezione si dimezza il rischio di morte per eventi cardiovascolari come infarti e ictus, un vantaggio che vale sia per le categorie a rischio che per le persone sane. Lo studio ha esaminato un totale di 3227 persone, circa meta' dei quali aveva un problema cardiaco gia' noto, assegnate a caso al vaccino o a un placebo.

Dopo un anno nel gruppo con il vaccino si e' notata una riduzione del 50% di eventi cardiaci maggiori, come infarti o ictus, mentre la mortalita' totale era diminuita del 40%. Queste cifre, sottolineano gli autori dell'universita' di Toronto, valgono sia per i pazienti a rischio che per quelli sani, e un altro studio presentato allo stesso congresso ha dimostrato che il beneficio vale anche per i portatori di pace maker o altri dispositivi cardiaci: "La riduzione e' particolarmente grande - spiega Jacob Udell, uno degli autori principali - e se confermati su popolazioni piu' grandi questi risultati dovrebbero costituire un incentivo alla vaccinazione, che e' ancora troppo bassa". Anche se il meccanismo non e' ancora stato spiegato, il legame tra influenza e malattie cardiovascolari era gia' stato trovato da uno studio pubblicato dalla rivista Lancet Infectious Diseases nel 2009. Dall'analisi di 38 ricerche precedenti era emerso che fino a meta' delle morti inaspettate causate dal virus sono proprio dovute a complicazioni cardiache.

Eppure, nonostante tutte le evidenze scientifiche sul vantaggio dell'immunizzazione contro l'influenza, ancora fatichiamo a raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale antinfluenzale fissati dall'Oms, dall'Unione Europea e dal Ministero della Salute: siamo fermi a una copertura del 17,2% della popolazione mentre nelle categorie a rischio, come gli anziani, a fronte del livello minimo del 75% di copertura ci fermiamo appena al 60%. Le nazioni con i migliori risultati sono la Gran Bretagna (78%) e Paesi Bassi (82%). Contro il timore che i problemi con alcuni lotti di vaccino della Novartis e della ditta olandese Crucell possano influenzare negativamente la campagna vaccinale, il ministro della Salute Renato Balduzzi si e' espresso con forza in occasione del Congresso di Montesilvano di Federanziani. "In forza delle informazioni di cui dispongo in questo momento, dico serenamente agli italiani e, soprattutto, ai medici di famiglia, che non c'‚ nessuna ragione per non comportarsi anche quest'anno come negli anni scorsi. Il vaccino - ha spiegato il ministro - e' utile, Š importante, serve a evitare malattie, complicazioni e, in molti casi, anche la morte".

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