CALCIO: BERLUSCONI, A MILAN SERVE CURA MA NON AVRO' TEMPO
GALLIANI 'SUE CURE FANNO BENE A TUTTI, NON E' MAI ANDATO VIA'
MILANO, 27 ottobre 2012 - ''Volevo dedicarmi a una squadra di calcio che ha bisogno di qualche cura. Ne faro' a meno''. Nella lunga conferenza stampa in cui ha annunciato l'intenzione di non abbandonare l'agone politica, Silvio Berlusconi ha dedicato un passaggio al suo Milan. Di cui non potra' occuparsi come avrebbe voluto perche', dopo la condanna in primo grado a quattro anni di carcere nel processo Mediaset, intende ''continuare l'opera di modernizzazione e cambiamento'' dell'Italia.
Nel discorso di Berlusconi il Milan finisce assieme alla fondazione in memoria del padre Luigi per la costruzione di ospedali per bambini nel mondo e all'Universita' della Liberta', fra le cose ''di cui mi occupo al di la' della politica''. ''La terza cosa e' una squadra di calcio che ha particolarmente bisogno di qualche cura in questo momento'', ha spiegato Berlusconi, poche ore prima che scendesse in campo contro il Genoa il Milan piu' triste della sua gestione, senza stelle, in crisi di risultati e con il minimo storico di abbonati, 23.618. ''Faro' a meno di dedicare tutto questo tempo a queste tre direzioni - ha aggiunto - perche' intendo dedicare la massima parte del mio tempo al mio paese e continuare nell'opera di modernizzazione e di cambiamento''. Secondo chi conosce bene i pensieri del presidente onorario del Milan (carica con cui il 29 marzo dopo quasi quattro anni e' tornato al vertice del club), il senso di queste frasi e' che, sollecitato dalla figlia Barbara, Berlusconi ha in testa l'idea di occuparsi della squadra ma sa che la politica gli portera' via di nuovo molto tempo.
E, sempre secondo questa lettura, a rovinargli i piani e' stata la sentenza di condanna emessa nei sui confronti dai giudici di Milano. Allora cosa succedera' al club rossonero? Sono sempre d'attualita' le voci sul possibile ingresso di soci arabi o russi nell'azionariato. Questo porterebbe risorse fresche nelle casse, risanate dopo la cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva. Adriano Galliani, ad e plenipotenziario rossonero, conta di chiudere il prossimo bilancio ''praticamente in pareggio'' e sa bene che la proprieta' ha indicato la direzione: il Milan deve mantenersi da solo. E' facile prevedere che Barbara Berlusconi, oggi nel cda di via Turati, abbia responsabilita' sempre crescenti. E Silvio Berlusconi, ora sara' piu' lontano dal Milan? ''Non e' mai andato via, non e' mai andato via - ha ribadito Galliani -. Lo sento praticamente tutti i giorni. Non conta tanto la presenza fisica allo stadio, non si perde una partita. Le cure del presidente Berlusconi fanno bene a tutti, hanno fatto bene al Milan per tanti anni''.
MILANO, 27 ottobre 2012 - ''Volevo dedicarmi a una squadra di calcio che ha bisogno di qualche cura. Ne faro' a meno''. Nella lunga conferenza stampa in cui ha annunciato l'intenzione di non abbandonare l'agone politica, Silvio Berlusconi ha dedicato un passaggio al suo Milan. Di cui non potra' occuparsi come avrebbe voluto perche', dopo la condanna in primo grado a quattro anni di carcere nel processo Mediaset, intende ''continuare l'opera di modernizzazione e cambiamento'' dell'Italia.
Nel discorso di Berlusconi il Milan finisce assieme alla fondazione in memoria del padre Luigi per la costruzione di ospedali per bambini nel mondo e all'Universita' della Liberta', fra le cose ''di cui mi occupo al di la' della politica''. ''La terza cosa e' una squadra di calcio che ha particolarmente bisogno di qualche cura in questo momento'', ha spiegato Berlusconi, poche ore prima che scendesse in campo contro il Genoa il Milan piu' triste della sua gestione, senza stelle, in crisi di risultati e con il minimo storico di abbonati, 23.618. ''Faro' a meno di dedicare tutto questo tempo a queste tre direzioni - ha aggiunto - perche' intendo dedicare la massima parte del mio tempo al mio paese e continuare nell'opera di modernizzazione e di cambiamento''. Secondo chi conosce bene i pensieri del presidente onorario del Milan (carica con cui il 29 marzo dopo quasi quattro anni e' tornato al vertice del club), il senso di queste frasi e' che, sollecitato dalla figlia Barbara, Berlusconi ha in testa l'idea di occuparsi della squadra ma sa che la politica gli portera' via di nuovo molto tempo.
E, sempre secondo questa lettura, a rovinargli i piani e' stata la sentenza di condanna emessa nei sui confronti dai giudici di Milano. Allora cosa succedera' al club rossonero? Sono sempre d'attualita' le voci sul possibile ingresso di soci arabi o russi nell'azionariato. Questo porterebbe risorse fresche nelle casse, risanate dopo la cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva. Adriano Galliani, ad e plenipotenziario rossonero, conta di chiudere il prossimo bilancio ''praticamente in pareggio'' e sa bene che la proprieta' ha indicato la direzione: il Milan deve mantenersi da solo. E' facile prevedere che Barbara Berlusconi, oggi nel cda di via Turati, abbia responsabilita' sempre crescenti. E Silvio Berlusconi, ora sara' piu' lontano dal Milan? ''Non e' mai andato via, non e' mai andato via - ha ribadito Galliani -. Lo sento praticamente tutti i giorni. Non conta tanto la presenza fisica allo stadio, non si perde una partita. Le cure del presidente Berlusconi fanno bene a tutti, hanno fatto bene al Milan per tanti anni''.

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