Presentati i dati della prima ricerca italiana sulla comunicazione tra consulente e
allevatore, promossa da L'Informatore Agrario con l'Università di Milano – La
comunicazione più utile? È mirata e guarda oltre la soluzione dei problemi per
migliorare la redditività dell'allevamento.
Verona, 29 ottobre 2012 – Tante fonti di informazione, scarsa qualità nella
comunicazione tra allevatore e consulente ma soprattutto l'esigenza di una
formazione in linea con le esigenze di miglioramento delle performance produttive
delle aziende zootecniche italiane. È emerso domenica 28 ottobre alla Fiera del
Bovino da Latte dalla prima ricerca in Italia sulla comunicazione al servizio
dell'allevatore, curata dal Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica
dell'Università di Milano con L'Informatore Agrario.
In evidenza i dati rilevati da un centinaio di allevatori di 30 diverse province italiane,
oggetto di dibattito tra un gruppo di allevatori coinvolti durante la manifestazione a
Cremona. «Il veterinario è la figura professionale con il maggior gradimento degli
allevatori (57% del gradimento rispetto al 32% per altri liberi professionisti), ma
tale livello non può essere considerato sufficiente – ha spiegato Micaela Cipolla, del
Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica dell'Università di Milano. Il
campione gli ha riconosciuto una comunicazione utile (69%), pratica (68%) e
chiara (51%) ma molto rimane da fare per trasformare la comunicazione orientata
alla soluzione di un problema urgente a una consulenza in grado di migliorare la
produzione di un allevamento». In generale, la qualità della comunicazione in
zootecnia è stata giudicata scarsa (il livello di soddisfazione del campione non supera
il 60%).
La ricerca ha messo in luce che le esigenze informative di allevamenti sono diverse
in funzione dei livelli produttivi e della qualità del latte. «Il problema per i diversi
consulenti che operano in allevamento è quello di collaborare tra loro e, soprattutto,
rispondere alle esigenze dei singoli allevamenti con programmi gestionali adeguati
e a lungo termine - ha continuato Alfonso Zecconi, del Dipartimento di Scienze
Veterinarie e Sanità Pubblica dell'Università di Milano. Le fonti di informazione
più ricorrenti sono incontri ad hoc (59%), riviste (51%) e Internet (32%)». Proprio
su quest'ultimo tema Antonio Boschetti, direttore de L'Informatore Agrario ha
sottolineato: «L'80% degli allevatori con più di 200 bovine si informa sulle riviste. Il
nostro compito è oggi più che mai di instaurare un flusso di comunicazione
circolare con il settore per aggiornarlo sulle evoluzioni del mercato e mettere a
punto nuovi sistemi di comunicazione per stimolare un confronto proficuo tra
allevatori ».
EDIZIONI L'INFORMATORE AGRARIO S.r.l.
Via Bencivenga-Biondani, 16 - 37133 Verona - Telefono 045.8057547 - Casella Postale 520 - Fax 045.597510
E-mail: informatoreagrario@informatoreagrario.it
Edizioni L'Informatore Agrario S.r.l.
R.E.A. n.83404 Verona – Registro Imprese di Verona/Codice Fiscale/Partita IVA n.00230010233 – Capitale Sociale 510.000 € Int. versato
Edizioni L'Informatore Agrario propone un ampio catalogo di libri e altri prodotti editoriali e
multimediali su temi specializzati. Tre le testate di riferimento: oltre al settimanale di agricoltura
professionale L'Informatore Agrario, il mensile per l'agricoltura part-time e hobbistica Vita in
Campagna e MAD – Macchine Agricole Domani, dedicata al mondo della meccanica agraria.
allevatore, promossa da L'Informatore Agrario con l'Università di Milano – La
comunicazione più utile? È mirata e guarda oltre la soluzione dei problemi per
migliorare la redditività dell'allevamento.
Verona, 29 ottobre 2012 – Tante fonti di informazione, scarsa qualità nella
comunicazione tra allevatore e consulente ma soprattutto l'esigenza di una
formazione in linea con le esigenze di miglioramento delle performance produttive
delle aziende zootecniche italiane. È emerso domenica 28 ottobre alla Fiera del
Bovino da Latte dalla prima ricerca in Italia sulla comunicazione al servizio
dell'allevatore, curata dal Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica
dell'Università di Milano con L'Informatore Agrario.
In evidenza i dati rilevati da un centinaio di allevatori di 30 diverse province italiane,
oggetto di dibattito tra un gruppo di allevatori coinvolti durante la manifestazione a
Cremona. «Il veterinario è la figura professionale con il maggior gradimento degli
allevatori (57% del gradimento rispetto al 32% per altri liberi professionisti), ma
tale livello non può essere considerato sufficiente – ha spiegato Micaela Cipolla, del
Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica dell'Università di Milano. Il
campione gli ha riconosciuto una comunicazione utile (69%), pratica (68%) e
chiara (51%) ma molto rimane da fare per trasformare la comunicazione orientata
alla soluzione di un problema urgente a una consulenza in grado di migliorare la
produzione di un allevamento». In generale, la qualità della comunicazione in
zootecnia è stata giudicata scarsa (il livello di soddisfazione del campione non supera
il 60%).
La ricerca ha messo in luce che le esigenze informative di allevamenti sono diverse
in funzione dei livelli produttivi e della qualità del latte. «Il problema per i diversi
consulenti che operano in allevamento è quello di collaborare tra loro e, soprattutto,
rispondere alle esigenze dei singoli allevamenti con programmi gestionali adeguati
e a lungo termine - ha continuato Alfonso Zecconi, del Dipartimento di Scienze
Veterinarie e Sanità Pubblica dell'Università di Milano. Le fonti di informazione
più ricorrenti sono incontri ad hoc (59%), riviste (51%) e Internet (32%)». Proprio
su quest'ultimo tema Antonio Boschetti, direttore de L'Informatore Agrario ha
sottolineato: «L'80% degli allevatori con più di 200 bovine si informa sulle riviste. Il
nostro compito è oggi più che mai di instaurare un flusso di comunicazione
circolare con il settore per aggiornarlo sulle evoluzioni del mercato e mettere a
punto nuovi sistemi di comunicazione per stimolare un confronto proficuo tra
allevatori ».
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