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Gli occhi e le mani per possedersi in un Oriente di luce tra l’anima e il corpo di Pierfranco Bruni

Gli occhi e le mani per possedersi

in un Oriente di luce tra l'anima e il corpo

 

di Pierfranco Bruni

 

 

Quel libro non portava la scritta "fine". Ma nessun libro potrà mai portare una tale sottolineatura. Il tempo si consuma vivendolo. Non credo più che siamo noi ad essere consumati dal tempo. Il tempo c'è esiste insiste.

Nella nostra fragilità di viaggiatori tra la nostra vita e le vite altrui a volte scendono le nebbie. Non sono andato all'appuntamento.

Questa volta sono stato io a vivere la pazienza dell'assenza perché solo la distrazione ci costringerà a recuperare ciò che conta veramente.

Mi ha aspettato, lo so, per tutte le ore della sera all'ingresso della Medina. Lì dove è il nostro, ormai consueto, appuntamento. Non credo che si sia domandata il vero motivo della mia assenza.

Ma sì, lei mi cammina dentro… No, non è vero… Ma sì, questa storia è imprendibile come storia…

Da lontano osservo il suo passo.

Ho ricevuto una telefonata. Così.

 

"Sono rimasta a raccogliere tutto il vento della sera, ma tu sei un gabbiano in fuga. Qui però non ci sono gabbiani. Ti porti l'Occidente nell'anima e non potrai mai capire perché del nostro viso soltanto gli occhi sono visibili. Gli occhi e le mani. Sai qual è la simbologia dello sguardo e delle mani?".

"Forse…".

"Non esiste forse. Ecco, qui in Oriente non esiste il forse. Tu non conosci il Corano e neppure gli amori che recitano le Mille e una notte, altrimenti non avresti risposto con la parola forse. Avresti detto sì o no. Oppure ti saresti inventato la magia di un sultano".

"E dimmi…".

"Non ti chiedo perché hai lasciato che la sera restasse la mia unica compagna. Non voglio spiegazioni. Ho raccolto semplicemente la tua assenza e questo è un archetipo, ovvero ciò che voi chiamate archetipo…".

"Non capisco…".

"Non è necessario che tu debba capire comprendere conoscere… Noi non viviamo di nostalgie ma di magia.  Poi sono entrata nella Moschea e ho pregato anche per questo nostro amore che ha l'infinito e il tremore tra lo sguardo e le mani…".

"Gli occhi lo sguardo le mani… la magia…".

"Gli occhi sono la luce. Io guardando nei tuoi occhi non vedo lo sguardo. Catturo la luce. Anche il buio e le ombre hanno la luce. Questa luce è una Grazia e una Pietas, come dite voi, ma la Luce che hanno gli occhi è la via dell'Anima, la via di Dio e anche la Via dell'Illuminazione. Se non riesci a leggere gli occhi o negli occhi non sarai mai nell'anima e penetrare gli occhi è penetrare l'anima, ma anche il corpo. Io faccio l'amore non solo lasciandomi penetrare ma penetrandoti gli occhi con i miei occhi. L'incontro degli occhi è l'accettazione o il rifiuto…".

"Accettazione o rifiuto possesso o perdizione…".

"Possedere non è perdizione. È raccogliersi dentro. Guardandoti, anche quando indossi la maschera del vento, io raccolgo con i miei occhi i tuoi occhi e la luce è il fascino dello sguardo. Certo, si può amare in tanti modi. Ma se non ami con gli occhi non amerai mai con il corpo. Questa è la nostra verità. Tu non sei ancora riuscito ad amarmi con gli occhi…".

"No, io ho amato da subito i tuoi occhi…".

"Già, hai amato i miei occhi ma non mi hai amato con gli occhi. La passione e la sensualità che ci stringono nascono dagli occhi. Resta passione e sensualità se gli occhi non continueranno a fare l'amore. Puoi accettarlo o meno. Ma noi ci siamo penetrati con gli occhi per un amore così denso di sensualità, di eros, di passione, di possesso…".

"Faccio fatica a seguirti, ma ti ascolto…".

"Non ha importanza. Segui le mie parole e poi segui i miei occhi nei tanti sguardi. Gli occhi quelli che conosci, ma cambiano colore con i riflessi della terra e dell'acqua e del cielo. Lo sguardo non è sempre lo stesso. È qui la distrazione che ti rende fragile. Devi raccogliere l'attimo tra gli occhi e lo sguardo. E poi le mani…".

"I tuoi occhi, lo sguardo e le mani… Perché le mani…".

"Noi viviamo di desiderio. Siamo fatti di passione e di desiderio. Quando facciamo l'amore sono le mani che hanno il destino del possesso. Le mie mani sul tuo corpo, le tue mani sulla mia pelle, dentro di me, sulle mie labbra. È il fuoco il desiderio e le mani sono il simbolo del possesso. Si ama e amandosi si possiede. Anzi ci si possiede. Perché non esiste l'amore senza il desiderio di possedersi e chi ha il potere fisico, del corpo, del possesso sono le mani. Gli occhi hanno il potere dell'anima. Si vive di possesso. Con gli occhi. Con le mani. Ora basta però… Non mi interessa chiederti perché  hai depositato la tua assenza nella mia sera alle porte della Medina, anche se tu stai cercando una spiegazione".

"Ma non è così…".

 "Devi sapere che in amore non ci sono spiegazioni giustificazioni scusanti. In amore c'è il possesso o la rinuncia al possedersi. Io ti aspetterò domani all'ingresso della porta e tu vedrai soltanto i miei occhi e le mie mani. Conoscerai i miei occhi? Nella distanza dovrai conoscerli e le mie mani non faranno gesti. Non porterò sulla mia seta il cordone con la pietra di luna che mi hai regalato in quella notte di pioggia nella stanza sul mare in tempesta…".

"Il medaglione, ricordo…".

"Non ci sono ricordi. abbandona i ricordi e vivi. Sei la mia attrazione, ma tu impossessati di me… Completamente.".

 

Mi ero ripromesso di scrivere un libro di consuntivo.

Non ci riuscirò mai a scrivere questo libro e sono sempre più convinto che i libri e le storie che si raccontano non hanno mai la scritta fine.

Qui allora comincia una nuova storia.

Gli occhi, lo sguardo, le mani. Perché non le labbra? La bocca? I baci?

L'Oriente è fatto di sguardi e anche nel buio ci sono trasparenze di luci.

Domani sarò puntuale. Ma sono molto confuso o distratto.

L'amore è possedersi e quando il desiderio del possesso si sfilaccia siamo ad una nuova storia.

Si ama con gli occhi e con le mani.

Già. Bisogna impossessarsi dell'anima per possedere il corpo.

Perché mi ha parlato di tutto ciò? L'Oriente…

Solo ora mi rendo conto che ha riattaccato il telefono senza un saluto.

Ma qui siamo in Oriente e domani sarò puntuale.

È una sfida. Le sfide si disputano con gli occhi e con le mani…

Vado ormai oltre ogni consuntivo e lo scrittore si lascia catturare dall'alchimia…

A domani…

 


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