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Calabria, la politica segue la regola della "sarda"

Ognuno cerca di accreditarsi scegliendosi il nemico. 

Guardando l'ombra degli altri. Peccato per loro che facciano parte tutti parte della stessa squadra. Il PD. Eppure il fuoco amico miete vittime e crea disastri. Nessuno tra le truppe diversamente-schierate fiata. Come se aspettassero il vincitore. Chi sarà? E allora tutti in attesa. Qualche missile telecomandato parte (vedi la Messineo) per cercare di aggiustare la mira. Ancora non consapevoli che in ogni caso si colpisce la propria linea. Coscientemente o alla "sanfasò"

Un terreno politico quello della Calabria che sembra essere lo specchio di quello nazionale. Un PD spaccato e in attesa. In attesa e muti. Col fiato sospeso ad aspettare di vedere chi comanda, ci ha davvero il potere.

E allora in campo anche i generali romani. Delrio in prima battuta. Decide e muove truppe non sue. Una ingerenza che potrebbe costargli cara. Oliverio di certo non è persona facile alle intimidazioni. Le scelte sono le sue e le rivendica.

Resta da capire la posizione dei vari marco Minniti e Demetrio Battaglia. Battaglia sembra aver mosso una sua pedina, la Messineo. Lanciando un missile patriot che ha colpito il bersaglio. E la Lanzetta fa dietro front. Io non mi siedo a fianco di Nino de Gaetano. Caspita. E lei chi è per dire questo?

Non entriamo in merito alle questioni di nessuno e cerchiamo di fare una nostra riflessione.

Oliverio chiama e Lanzetta risponde. Yes. 

Oliverio chiama e Nino De Gaetano risponde. Yes.

Ma da quando si recrimina sulla scelta puntando il dito su chi è stato scelto? Debolezza o scarsa visione della politica? Interesse personale?

Di certo responsabile delle scelte di Oliverio non sarà la Lanzetta e tantomeno De Gaetano.  Il presidente Oliverio in questo è stato perentorio. Ha dimostrato forza.

E poi questo silenzio d'attesa ci riporta alla mente la regola della "sarda". Aspettiamo di vedere chi vince, chi ha il potere. Magari poi qualcosina avremo.



Oliverio rivendica la paternità della scelta: «Non so davvero da dove derivino le perplessità su Nino De Gaetano. La sua nomina arriva non solo perché lo conosco personalmente e sono quindi sicuro di ciò che faccio, ma è anzi la conferma del massimo rispetto che nutro nei confronti dei magistrati e del loro ruolo». 


RENZI. «Io sto col Pd calabrese e con Mario Oliverio. Sono rispettoso della vostra autonomia». Ad ascoltarlo ci sono Ernesto Magorno, Enza Bruno Bossio, Stefania Covello, Bruno Censore e Ferdinando Aiello 

 LANZETTA. «Non posso entrare in una giunta in cui siede pure Nino De Gaetano». Peccato che non si sia ancora dimessa da ministro, Sarebbe rimasta "a piedi" e di questi tempi trovare sedie da occupare è davvero difficile.

 OLIVERIO. il suo impegno contro ogni ingerenza della criminalità nelle istituzioni «è sempre stato netto». «Nella mia storia politica e amministrativa non c'è un solo atto che non vada in direzione del massimo rispetto della magistratura e dell'impegno per l'affermazione della legalità». 

Già, la legalità. La vera paura del PD? O è solo un gioco di mero potere, di poltrone?

Ci viene in mente chi utilizza la legalità per affermare la propria illegalità e nella migliore delle ipotesi per rivendicare qualche poltrona. Un gioco al rilancio alla faccia del popolo calabrese e del PD.

Non è puntando sulle debolezze altrui che si acquisisce forza o consenso. E nemmeno creando il vuoto intorno che si riuscirà a creare o ad occupare spazio. Le poltrone bisogna prima guadagnarsele, ma soprattutto poi bisogna meritarsele. Non è la poltrona che fa l'uomo o la donna .... a noi pare il contrario.

 E adesso presidente Oliverio, avanti tutta! La Calabria e i calabresi vogliono risposte e non "sarde" ... quelle ce le facciamo fritte in padella (vedi foto).

Luigi Palamara



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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
il Corriere dell'Informazione 

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