Nella Mitologia, le Muse sono figlie di Zeus e di Mnemosine, figlia di Urano e di Gaia, personificazione della memoria. Zeus si unì a lei per nove notti di seguito ed in un anno ne ebbe nove figlie, ossia le Muse. La leggenda non è una sola, come non lo è il numero stesso delle Muse, che varia da leggenda a leggenda. Le Muse, che alla fine arrivarono fino a noi, sono le nove figlie di Zeus, chiamate Pieridi (di "Pieria", in Tracia) e quelle della Beozia, alle pendici del monte Elicona, alle dipendenze di Apollo che ne dirigeva i canti. Originariamente le Muse erano legate alla musica considerata la prima di ogni arte, ma in seguito venne loro attribuita la protezione di ogni forma di pensiero che gli uomini di allora esprimevano, in tutte le sue forme: eloquenza, persuasione, saggezza, storia, matematica, astronomia.
Una leggenda racconta che le Muse impegnate in una gara di canto riuscirono, con le loro soavi melodie, ad arrestare il corso delle sorgenti e dei fiumi e che addirittura il monte cominciò a salire verso il cielo. Il borgo antico di Pentedattilo è lo scenario ideale per rievocare quella mitica occasione. La roccia che sovrasta il luogo è già protesa verso l’alto, come a testimoniare il ricordo delle carezzevoli voci delle premurose divinità. Manca solo la ricostruzione plastica della sublime gara di bellezza e la rievocazione è compiuta.
È quello che avverrà domenica 30 marzo: “Sotto lo sguardo delle Muse - Le Espressioni Artistiche nel Borgo di Pentedattilo” è la giornata organizzata all’interno delle attività del progetto “ I Luoghi dell’Accoglienza Solidale nei Borghi dell’Area Grecanica” da parte della Cooperativa Sta Choriama e dall’Associazione Pro Pentedattilo, una giornata dedicata alla convivenza di forme di espressione artistica come forme di evocazione della bellezza e del piacere della convivialità. .
La giornata prevede che durante la mattina si vada A passeggio con Dionisio il Viandante, un tour storico e naturalistico del Borgo e dei suggestivi dintorni, quindi ci si raduni all’Ostello di Pentedattilo nuovo In compagnia di Bacco il Gaudente, per un pranzo a base di vino e carne ovina. Nel pomeriggio chi vorrà partecipare sarà inizialmente Sotto lo sguardo di Talia, colei che è festiva, per assistere all’espressione dell'arte della sartoria, creazione e sfilata di abiti presso le botteghe artigiane del Borgo, quindi in compagnia della Voce di Calliope, colei che narra, per un momento di cultura e letteratura con la presentazione dell’importante libro"Le muse joniche" di Ulderico Nisticò, Edizioni Città del Sole con la partecipazione dell'editore Franco Arcidiaco. Più tardi sarà il momento delle Movenze di Tersicore, colei che danza, con uno spettacolo di danza a cura della compagnia Co-danzare per ragazzi con e senza disabilità. La giornata si concluderà Con gli occhi di Urania, colei che è del cielo, per un’osservazione astronomica del cielo di Pentedattilo dedicata alle immagini del cielo nell’antichità classica, ovvero stelle, eroi e mostri.
Per tutto il giorno, poi, si sarà In compagnia di Polimnia, colei che ha tante forme e inni, sarà possibile, per le vie del borgo, assistere all'arte estemporanea di numerosi artisti, visitare le botteghe artigiane e le mostre fotografiche allestite con la collaborazione con Francesco Turano, Associazione kronos, e l’Associazione ragazzi down di RC
Il mito delle muse può essere considerato al pari della funzione della memoria e dell’ispirazione creativa, sono coloro che conferiscono ai cantori e narratori dell'antica Grecia la potenza evocativa nelle parole, donano a esse maggiore efficacia emotiva e suggestiva. Le muse rendono colui che canta depositario della verità, che non è sua ma è ciò che gli deriva dal vedere e raccontare cose non viste da altri, facendone dono agli uomini. Così, durante questa giornata sarà possibile accogliere lo sguardo delle muse ispiratrici, ascoltare le loro suggestioni e accettare i doni che sono attorno a noi e che a volte sono invisibili agli occhi ma avvertite dallo spirito e lo rendono felice.
Famosa è la citazione di Esiodo “Felice chi è amato dalle Muse; dolce scorre la parola dalle sue labbra”. Sotto lo sguardo amorevole delle muse nel Borgo di Pentedattilo per rievocare l’antica felicità del perduto contatto primitivo con le divinità, ricordo di un Eden che tocca a noi uomini ricostruire giorno per giorno, anche con occasioni di festa e convivialità.
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