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Indifesa Cinquefrondi, parla Polimeni: «Possiamo far bene. Le somme le tireremo alla fine»

Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Varcando la soglia del palazzetto di Via Palmara, pare ancora di sentire – nonostante sia un giorno di ordinario allenamento – gli echi di gioia da parte del pubblico festante che rimbalzano sulle pareti della struttura per le vittorie conseguite contro tanti sestetti passati da qui e rimandati a casa a mani vuote. Vittorie grazie alle quali è stato possibile consolidare una classifica che, gara dopo gara, ha amplificato le speranze d’una intera collettività di potersi finalmente identificare con un simbolo positivo per affacciarsi al cospetto del panorama del volley che conta con una maturata consapevolezza: quella cioè, di aver prodotto una eccellenza che nel giro di pochi anni - da titubante matricola - è divenuta una delle squadre protagoniste del circuito. Merito certo della dirigenza e delle sue scelte, ma frutto anche dell’impegno di un giovane coach, Antonio Polimeni, che ha saputo creare il giusto amalgama alchemico dal suo gruppo, cavandone gli stimoli e le motivazioni utili a tenere alta l’attenzione dei giocatori ma soprattutto a non sottovalutare ne sopravvalutare qualsiasi avversario, capitalizzando al meglio i risultati ottenuti in ogni incontro.  


  • Mister Polimeni, la classifica parla chiaro: 51 punti in 20 gare; 18 vittorie e 2 sconfitte con un ruolino di marcia invidiabile che fa si che si respiri a pieni polmoni aria di vetta …  

«Il nostro proposito certo ad inizio campionato era uno solo: lavorare sodo per vincere ogni giorno. Ancora in concreto possiamo dire di non aver ottenuto nulla. Ci sono squadre che ci stanno davanti e che stanno facendo un ottimo campionato ma sono convinto che sia sempre il campo l’unico indiscutibile giudice ed io non ho visto, in questo torneo, roster ammazza-campionato. Il nostro impegno a far meglio  è quotidiano, e del lavoro fatto sin qui sono soddisfatto. Aver avuto una squadra giovane con una media-partita oscillante tra il range 19-24 anni è stato più un vantaggio che uno svantaggio, perché gli atleti sono cresciuti in fretta facendo bene. Le confesso che i conti con la classifica li voglio fare alla fine».

  • La regular season è agli sgoccioli. Allora, fin dove volete arrivare?

«Fare previsioni o calcoli ora sarebbe sbagliato. Proprio adesso dobbiamo saper vivere alla giornata e pensare ad ogni singolo match. I frutti si raccolgono al termine  del lavoro e, nel nostro caso, per farlo, bisognerà tener conto di tutti i parametri complessivi non solo di quelli tecnici».

  • Senta, diciamo la verità, centrare l’obiettivo della promozione sarebbe raggiungere un altro risultato storico per questa città che da sempre vive la cultura del volley. Cosa significa alimentare nella società e nei tifosi il serio “rischio” di annusare il profumo inebriante del salto di categoria alzando l’asticella della serie, e quantomeno, ci sono i mezzi tecnici per farlo?

«Laddove vi è una società che programma e si prodiga per far bene, tutto è possibile. Personalmente credo che niente in questo sport accada per caso. Soprattutto i traguardi che si raggiungono. Il nostro, in rapporto alle possibilità, è stato un mercato straordinario con una resa formidabile. Tenga conto che per circa 2 mesi e mezzo non abbiamo avuto a disposizione due elementi fondamentali come Neri e Carelli ed i risultati sono arrivati ugualmente. Merito di un gruppo straordinario. Dico solo che, stando alle cose, ci sono tutte le possibilità per operare bene anche in categorie superiori. E la società sa bene dove vuole arrivare ed a cosa può aspirare...»

  • Parliamo del prossimo impegno col Leonforte che vi segue in classifica. Si tratta di una squadra, come l’Indifesa, affamata di vittorie?

«Una squadra candidata anch’essa ai playoff con elementi validi e di tutto rispetto. Anche se hanno scontato un rendimento altalenante in campionato, sono comunque una formazione da non sottovalutare. Per quanto ci riguarda noi abbiamo puntato tutto sul collettivo e sulle motivazioni con cui alimentare un gruppo giovane. Sappiamo che non sarà – come nessuna partita lo è stata del resto – una sfida facile ma ci metteremo tutta la grinta possibile per regalare un’altra gioia a società e tifosi».

  • Qual è (se c'è) il suo personale “ingrediente” per il successo?

«Non c’è un ingrediente particolare. Solo tanta umiltà e forza di volontà che ritengo essere gli elementi più efficaci per raggiungere il successo. La mia idea è quella di trasferire una mentalità vincente e positiva alla squadra che connesse alle capacità tecniche dei ragazzi possano fare la differenza sul campo».

  • Cosa ha dato e cosa le ha dato finora Cinquefrondi? Il suo futuro professionale passa ancora da qui?

«E’ meglio farsi ricordare che farsi notare. Credo che i protagonisti di una squadra sono i giocatori e solo marginalmente l’allenatore. Ho dato e ricevuto prima di tutto rispetto. E poi fiducia. In ogni caso non voglio sfuggire alla sua domanda, specie alla seconda parte: si, io mi auguro che questa collaborazione possa continuare con persone che più che dirigenti, considero amici. Per tutto il resto è opportuno attendere la fine di giochi, per essere sereni e poter tirare obiettivamente le somme. Però voglio pure dire – senza nascondermi – che io sono una persona ambiziosa: e fintanto che qui ci saranno i presupposti per fare bene, io ci sarò. E fino a questo momento, non ho rimpianti né rammarichi. Almeno per adesso…»      

 

Giuseppe Campisi

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