Perché i vendoliani hanno votato contro la intitolazione di una strada a Franco Califano nella Capitale? Semplice: Non conoscono i testi del poeta cantante -
Di Pierfranco Bruni
Intitolare una strada ad un cantautore a un poeta ad una personalità che ha testimoniato valori artistici è di destra o di sinistra? Cosa sono i modelli delle arti? Non è stata una bella immagine intitolare una strada a Franco Califano a Roma, ad un anno dalla morte il prossimo 30 marzo, e constatare che le forze politiche abbiano votato a maggioranza e non all'unanimità.
Il Sel, ovvero i vendoliani, hanno espresso il loro voto contrario a dedicare a Califano una strada o una via (attenzione: c'è una differenza tra strada e via, sia reale che metaforica), mente i cinquestellini si sono astenuti, il che equivale a non esprimere una opinione, e perché mai?
Il Pd favorevole. Bene. Coraggioso il Pd? Visto che che la proposta era partita da esponenti del vecchio Pdl? Comunque è andata così.
Certo, ognuno ha la facoltà di fare delle scelte. Ma perché i vendoliani hanno espresso il loro voto contrario? Mi incuriosisce questo interrogativo anche perché da alcune deduzioni emerge ben poco e ciò che emerge è il superfluo.
Due sono le cose.
La loro può essere una valutazione stracciatamente ideologica, il che è proprio incommentabile perché,sarebbe così misera da non sprecare alcuna parola e non la spreco perché non ho tempo da dedicare a valutazioni di caduta di stile da parte loro. Perle di metro di misura ancora marxista.
La seconda è legata al fatto che non conoscono né l'uomo Califano e tanto meno i suoi testi la sua poesia la sua musica e i processi culturali che hanno radicato una cultura forte.
Il mio parere senza, come sempre, paraocchi?
Sono subentrati due aspetti. Quello scioccamente politico,sciocchezza e vanità che sono attributi di una non gnosi del dato culturale, e quello che non sono attrezzati poeticamente letterariamente e musicalmente a dare un senso e un segno alla vera arte.
I testi di Califano, cari vendoliani, rientrano nei processi di una antropologia dell'umanesimo di quei linguaggi che raccontano i sentieri dell'anima. Come in De André al quale ho dedicato ben tre edizioni di un mio saggio.
Votare contro alla intitolazione di una strada é banale se non si hanno delle motivazioni di fondo. E motivazioni qui non ne esistono.
Califano resta un poeta che ha precorso i tempi e ha raccontato stagioni della cultura poetica e musicale italiana: da Mina a Mia Martini, da Peppino di Capri alla musica attuale.
Pensate, forse, che senza Califano vi sarebbe stato Caparezza? Vana illusione. O meglio poca conoscenza dei processi culturali.
Ancora patologia ideologica!
Di Pierfranco Bruni
Intitolare una strada ad un cantautore a un poeta ad una personalità che ha testimoniato valori artistici è di destra o di sinistra? Cosa sono i modelli delle arti? Non è stata una bella immagine intitolare una strada a Franco Califano a Roma, ad un anno dalla morte il prossimo 30 marzo, e constatare che le forze politiche abbiano votato a maggioranza e non all'unanimità.
Il Sel, ovvero i vendoliani, hanno espresso il loro voto contrario a dedicare a Califano una strada o una via (attenzione: c'è una differenza tra strada e via, sia reale che metaforica), mente i cinquestellini si sono astenuti, il che equivale a non esprimere una opinione, e perché mai?
Il Pd favorevole. Bene. Coraggioso il Pd? Visto che che la proposta era partita da esponenti del vecchio Pdl? Comunque è andata così.
Certo, ognuno ha la facoltà di fare delle scelte. Ma perché i vendoliani hanno espresso il loro voto contrario? Mi incuriosisce questo interrogativo anche perché da alcune deduzioni emerge ben poco e ciò che emerge è il superfluo.
Due sono le cose.
La loro può essere una valutazione stracciatamente ideologica, il che è proprio incommentabile perché,sarebbe così misera da non sprecare alcuna parola e non la spreco perché non ho tempo da dedicare a valutazioni di caduta di stile da parte loro. Perle di metro di misura ancora marxista.
La seconda è legata al fatto che non conoscono né l'uomo Califano e tanto meno i suoi testi la sua poesia la sua musica e i processi culturali che hanno radicato una cultura forte.
Il mio parere senza, come sempre, paraocchi?
Sono subentrati due aspetti. Quello scioccamente politico,sciocchezza e vanità che sono attributi di una non gnosi del dato culturale, e quello che non sono attrezzati poeticamente letterariamente e musicalmente a dare un senso e un segno alla vera arte.
I testi di Califano, cari vendoliani, rientrano nei processi di una antropologia dell'umanesimo di quei linguaggi che raccontano i sentieri dell'anima. Come in De André al quale ho dedicato ben tre edizioni di un mio saggio.
Votare contro alla intitolazione di una strada é banale se non si hanno delle motivazioni di fondo. E motivazioni qui non ne esistono.
Califano resta un poeta che ha precorso i tempi e ha raccontato stagioni della cultura poetica e musicale italiana: da Mina a Mia Martini, da Peppino di Capri alla musica attuale.
Pensate, forse, che senza Califano vi sarebbe stato Caparezza? Vana illusione. O meglio poca conoscenza dei processi culturali.
Ancora patologia ideologica!
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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