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Lo scioglimento del consiglio comunale di Scalea (CS) per mafia, frutto dell'operazione 'Plinius'

Il Consiglio dei Ministri, presieduto da Matteo Renzi, ha approvato il decreto del Presidente della Repubblica per lo scioglimento del Consiglio comunale di Scalea. L'atto serve a risanare l'Ente da forme di condizionamento della criminalità organizzata. La gestione, su proposta del Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sarà affidata ad una Commissione straordinaria. Lo scioglimento arriva dopo l'arresto del sindaco Pasquale Basile e quattro assessori coinvolti in una inchiesta contro una cosca di 'ndrangheta. secondo le accuse, avrebbe avuto il sostegno della 'ndrangheta alle elezioni del 2010, sostegno che avrebbe ricambiato con un placet alla gestione di alcuni appalti. A Scalea, comandano gli Stummo ed i Valente, che si muovono sotto l’egida del cosiddetto “re del pesce” Franco Muto. L’omertà che cuce le bocche a doppia mandata per paura di vendette e rappresaglie, regna sovrana. E non si muove foglia, senza che la ‘ndrangheta lo voglia
SCALEA(CS) SCIOLTO PER MAFIA IL CONSIGLIO COMUNALE, TUTTO RUOTA INTORNO ALL’OPERAZIONE “PLINIUS” DEL 12 LUGLIO 2013 NEL CORSO DELLA QUALE VENNERO ARRESTATI IL SINDACO E LA GIUNTA
Su direttive del procuratore aggiunto della dda di Catanzaro Giuseppe Borrelli e del sostituto procuratore Vincenzo Luberti, coordinati dal procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo, hanno arrestato 38 persone tra cui il sindaco e i cinque assessori del comune di Scalea che dovranno rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e turbativa d’asta. Secondo l’accusa c’era un asse economico-imprenditoriale dell’organizzazione criminale costituito con conferimenti di “sospetta provenienza” nel settore commerciale, attraverso l’apertura di diversi supermercati, concessionarie di auto, agenzie di viaggi, parchi divertimento, attività commerciali e negozi di abbigliamento; in quello immobiliare, con la realizzazione di società finalizzate all’acquisizione di fabbricati, appartamenti e magazzini, anche attraverso aste fallimentari “pilotate”; in quello agricolo, attraverso la costituzione di cooperative e società agricole, che  hanno acquistato terreni per 50 ettari senza dichiarare tali possidenze al fisco; in quello turistico, attraverso la gestione dei lidi balneari, come “L’Angelica”, “l’Acqua Mar” e “l’Itaca”, realizzati su terreni di proprietà del Demanio dello Stato del comune di Scalea.
Domenico Salvatore

SCALEA (Cosenza).- Il neo-premier Matteo Renzi, non ha avuto nemmeno il tempo di riscaldare la poltrona e già ha sottoscritto il primo scioglimento per mafia di un comune calabrese. Tanto per cambiare. Otto comuni in totale, sono stati sciolti per tre volte, record nazionale: Melito Porto Salvo (Rc), Roccaforte del Greco (Rc), Taurianova (Rc), Casapesenna (Ce), Casal di Principe (Ce), Misilmeri (Pa), San Cipriano d’Aversa (Ce), Grazzanise (Ce). Trentaquattro comuni, sono stati sciolti per due volte: Afragola (Na), Bagheria (Pa), Briatico (Vv), Boscoreale (Na), Caccamo (Pa), Campobello di Mazara (Tp), Castel Volturno (Ce), Casandrino (Na), Cerda (Pa), Gioia Tauro (Rc), Lamezia Terme (Cz), Lusciano (Ce), Marano di Napoli (Na), Mascali (Ct), Nicotera (Vv), Niscemi (Cl), Nola (Na), Pagani Pago del Vallo di Lauro (Av), Platì (Rc), Poggiomarino (Na), Quindici (Av), Riesi (Cl), Rosarno (Rc), Santa Maria la Fossa (Ce), San Ferdinando (Rc), San Gennaro Vesuviano (Na), San Giovanni la Punta (Ct), San Giuseppe Vesuviano (Na), San Luca (Rc), San Paolo Belsito (Na), Seminara (Rc), Villa di Briano (Ce), Villabate (Pa), Quarto (Na). Fatto curioso. A Nardodipace, in provincia di Vibo Valentia, il sindaco Romano Loielo, sciolto per mafia, si è candidato ed è stato rieletto. Il Ministero dell'Interno aveva chiesto e ottenuto l'incandidabilità. Ma il verdetto, non ancora definitivo ha consentito la ricandidatura.

La ‘ndrangheta voleva condizionare ogni attività economica, di Scalea;  tutte le attività lecite ed illecite della piccola capitale del turismo di massa, a pochi chilometri dalla Basilicata e dalla Campania; nessuna esclusa. E dov’è la stranezza? La “Gramigna, è noto urbi et orbi, ha la prerogativa di controllare ogni cosa sul territorio dallo Stretto  a Rocca Imperiale. Dal Golfo di Policastro a quello di Squillace; dal Golfo di Gioia a quello di Sibari. Dall’Aspromonte alle Serre e da La Sila al Pollino. Nulla, deve sfuggire, altrimenti, si scatena l’ondata di attentati ai sindaci, assessori, consiglieri, segretari dei partiti e dei sindacati, associazionismo e volontariato, pezzi della società civile. Per dodici mesi all’anno. Senza badare a spese…tritolo, dinamite, bombe a mano, kalashnikov, fucili a pompa, bazooka,, mitragliette Skorpion e Uzi, pistole bifilari, lupare, 9X21 e così via. Glock. La Comissione Parlamentare Antimafia, la Procura Nazionale Antimafia ed i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza, dei carabinieri, DIA e Questura, CFS e Polizia Penitenziaria, hanno registrato una serie infinita di attentati per cinquantadue settimane l’anno. Le interrogazioni parlamentari, fioccano come la neve a Courmayeur. Il 12 luglio del 2013, scattava la famigerata “Operazione Plinius”.

Secondo l’accusa, la giunta comunale di Scalea, presieduta dal sindaco Pasquale Basile, si riuniva  saltuariamente nello studio dell’avvocato Mario Nocito, legale del boss Pietro Valente, a capo di una delle ‘ndrine che comandano nel centro turistico del Tirreno cosentino; l’altra è guidata dal padrino Mario Stummo. Prima in lotta tra di loro e poi fautori di un accordo per la spartizione degli interessi a Scalea. Maurizio Ciancio (56), assessore ai lavori pubblici, Raffaele De Rosa (46), assessore all'ambiente ed alle reti idriche, Francesco Galiano (44), assessore alla protezione civile ed all'arredo urbano, e Antonio Stummo (30), assessore al commercio. Per il vice sindaco e assessore al bilancio ed ai tributi Giuseppe Forastieri (40) è stato disposto l'obbligo di presentazione alla pg. Le strategie di aggiudicazione degli appalti, che finivano nelle mani di ditte vicine alle cosche, venivano architettate dal sindaco Pasquale Basile e dai cinque componenti la giunta presso lo studio del legale.  L’accusa, era di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni da guerra, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, falso, istigazione alla corruzione e minaccia. 

Con questa accusa, i carabinieri del comando provinciale di Cosenza hanno arrestato 38 persone; la maggioranza della città calabrese era stata eletta nel 2010 con una lista civica. Su Scalea, centro di 11 mila abitanti dell'alto Cosentino, si era abbattuto un ciclone estivo di arresti. Obbligo di firma alla pg per il vicesindaco Maurizio Ciancio; l’ex comandante dei vigili urbani; il responsabile dell’ufficio tecnico comunale e altri funzionari del Comune di Scalea controllato dalla 'ndrangheta. L'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dal sostituto Vincenzo Luberto. Sequestrati beni per sessanta milioni di euro. Agli atti, è finito anche l'appalto di  quattordici milioni di euro per la costruzione del porto turistico concesso dall'amministrazione precedente, guidata da Mario Russo che non figurava tra gli indagati e anch'essa "legata ai Valente". Le indagini erano orientati a capire se gli accordi tra il primo cittadino Basile, candidatosi nel 2010 con una lista civica e i rappresentanti delle cosche locali, Mario Stummo e Pietro Valente  fossero stati “stipulati” prima delle elezioni. Pare che la campagna elettorale di Basile  fosse stata portata avanti “porta porta” da esponenti delle due ‘ndrine, non potevano più contare sull’apporto dell’ex sindaco Mario Russo? Su Scalea operano due 'ndrine: Valente, comandata da Pietro Valente, e Stummo, al cui vertice c'è Mario Stummo. Cosche dipendenti dal "locale" di Cetraro (capeggiato tradizionalmente dalla famiglia del boss Franco Muto  inteso il "Re del pesce").    

Gli organi inquirenti, ritengono che dopo la vittoria le due cosche, siano passate all’incasso.  A cominciare dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Se l’aggiudicò la “Balsebre Nicola” i cui rappresentanti si impegnarono a versare agli Stummo-Valenti una somma pari a 500.000 euro? Quindi c’è l’appalto per la gestione della pubblicità nell’area comunale. Il danaro pubblico, doveva confluire nella bacinella del gruppo Valenti-Stummo.  Poi, c’era l’affidamento del servizio dei parcheggi a pagamento, attraverso una cooperativa appositamente costituita composta da prestanomi vicine alle due cosche. L’affare più importante però era quello della realizzazione del porto di Scalea. L’appalto come scrive il gip nell’ordinanza di arresto, era stato gestito dalla vecchia amministrazione guidata da Mario Russo, che aveva appaltato i lavori ad una ditta napoletana. I lavori, non erano neppure cominciati, che arrivò un ricorso di un’associazione ambientalista. La Regione, chiese lumi all’Arpacal, nel cui consiglio di amministrazione siede lo stesso ex sindaco Russo. Le indagini, sono orientate a capire se l’ex sindaco abbia tentato o meno, di inserirsi nella gestione dell’appalto. L’operazione “Plinius era scattata il 12 luglio 2013. 

Finirono nei guai Antonino Amato (59), responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Scalea; Giuseppe Biondi (44), impiegato dell'ufficio tecnico; Vincenzo Bloise (41), architetto dipendente dell'ufficio tecnico; e Luigi De Luca (41), consigliere di minoranza. Agli arresti domiciliari: Pierpaolo Barbarello (52), dipendente dell'ufficio tecnico, e Giovanni Oliva (51), ex comandante della Polizia Municipale. Colpiti da Occc: Roberto Cesareo (46); Andrea Esposito (38); Agostino Iacovo  (35); Francesco Saverio La Greca (38); Riccardo Montaspro (41); Mario Nocito (63), avvocato; Eugenio Occhiuzzi (33); Rodolfo Pancaro (39); Antonio Pignataro (50); Cantigno Servidio (46); Giuseppe Silvestri (54); Alvaro Sollazzo (49); Mario Stummo (58); Franco Valente (51); Pietro Valente (45); Marco Zaccaro (30) e Giuseppe Zito (60).  Ai domiciliari: Nicola Franco Balsebre (42); Luigi Bovienzo (53); Santino Pasquale Crisciti (57); Francesco De Luca (36); Corrado Lamberti (81); Olgarino Manco (54); Pino Manco (48); Angelo Silvio Polignano (45); Francesco Pugliese (50) e Antonio Vaccaro (59).Domenico Salvatore

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