BUONE FESTE ‘NATALIZIE’ 2012-13, AI NOSTRI LETTORI SOVRANI
Per un Natale sereno ed un nuovo anno, ricco di salute, successo, denaro, pace e bene
Domenico Salvatore
Il messaggio natalizio, come di consueto, è diretto ai nostri editori, diventati nonni, nel frattempo, come il direttore, che hanno creduto in questo progetto, (di fare informazione, cultura ed opinione in Calabria; in Italia, sul pianeta), con umiltà e tenacia; che hanno rischiato e rischiano ancora il loro capitale, in tempi di vacche magre, spighe vuote, austerity, se non di fame; nonostante le enormi difficoltà, di cui diremo più avanti; che hanno confermato ancora fiducia nel direttore, per il sesto anno consecutivo;
ai nostri collaboratori, anima del giornale, che contribuiscono in maniera del tutto gratuita, basata sul volontariato sic et simpliciter, come il direttore, tangibile e concreta a mandare avanti il giornale, in attesa dei tempi migliori;
ai nostri inserzionisti, che danno e ricevono visibilità e ritorno d’immagine;
alle istituzioni di ogni ordine e grado (presidenti, direttori, funzionari, in servizio od in quiescenza, sindaci, assessori, consiglieri, associazionismo, volontariato, sindacato, pensionati, disoccupati, sottoccupati, orfani, vedove, carcerati, ricchi e poveri, maschi e femmine) ai quali, ci legano rapporti reciproci di amicizia e conoscenza; con i quali interagiamo con cadenza quotidiana;
ai credenti e non, pecorelle smarrite e figlioli prodighi, affinché possano ricevere, il pane ed il pesce.
Ci piacque il brano di Giuseppe Fiorillo, di alcuni anni fa, ma sempre attuale, www.cdmisrvv.it che qui riproponiamo,...” Quarta ed ultima tappa di questo cammino spirituale che ci porta alla festa del Santo Natale, memoria grande dell'Emmanuele "II Dio con noi".Il brano del Vangelo di Matteo di questa quarta domenica di Avvento (Mt 1,18 -24) ci presenta il mistero della venuta di Gesù tra noi per opera dello Spirito Santo, alla luce della profezia di Isaia profeta: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà l'Emmanuele: Dio-con-noi» (Is 7,14). Ma, se Matteo pone l'accento sul mistero della nascita di Gesù, l'evangelista Luca, nella narrazione parallela, mette in risalto il come ed il dove venne alla luce il Figlio di Dio, Gesù:«Ora mentre si trovavano in quel luogo (Betlemme), si compirono per Lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo Figlio primogenito, che l'avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché non c'era posto per loro nell'albergo» (Lc 2,6-7). Gesù nasce fuori Betlemme, perché non accolto nella città degli uomini. Ieri come oggi. Gesù continua a nascere fuori città, perché ieri come oggi non c'è posto per Lui, dal momento che non c'è posto per i disperati della terra, per tutti i senza posto. Ed ecco una breve e drammatica litania dei senza tetto nel mondo:
• 800 milioni di persone, secondo le stime della FAO, sono sottoalimentate;
• 13 milioni, ogni anno nel mondo, muoiono di fame;
• 22 milioni di cui 6 milioni di bambini al di sotto dei dieci anni, vivono in campi profughi;
• 500.000 ragazzi al di sotto dei dieci anni, in 25 nazioni, sono arruolati con la forza, sotto effetti devastanti di droghe;
• 200 milioni di bambini, vengono sfruttati come schiavi costretti a lavorare, 15 ore circa al giorno, nelle piantagioni di canna da zucchero, di the, nelle discariche, nelle miniere. Per loro non esiste né sabato, né domenica, né gioco, né scuola, né giocattoli;
• 85 milioni di bambini, sono senza famiglia e, quindi, figli della strada, sempre più violenta.
... e la triste litania potrebbe continuare ancora, ma fermiamoci, perché il nostro Natale, potrebbe essere assai turbato, se facciamo memoria che Lui è venuto per dirci: vedete, voi fate guerre, spargendo sangue, costruite ingiustizie senza fine, create inferni; ma io vi dico: c'è una nuova via ed è per questo che sono venuto nel mondo per mostrarvela, perché "Io sono la Via, la Verità e la Vita", la Via dell'amore, l'unica. Amate e avrete un mondo dove tutti avranno un posto e tutti si sentiranno realizzati e tutti saranno nella gioia, "perché Io sono venuto a portarvi la gioia, tutta la gioia" (Gv 15,11).
Se sarà così, veramente i deserti delle nostre città e dei nostri paesi fioriranno, perché «gli uomini forgeranno le spade in vomeri, le lance in falci ed un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo e nessuno si eserciterà nell'arte della guerra» (Is 2,4). È un sogno, il sogno di Isaia profeta, vissuto settecento anni a. C. ed è anche il nostro sogno, sogno di un'umanità nuova, che canta con gli Angeli della prima notte di Natale «gloria a Dio nell'alto dei celi e pace in terra agli uomini di buona volontà» (Lc 2,14).
Il nostro modo di fare giornalismo on line, lo decidiamo come sempre ‘assieme’ a voi, amici lettori sovrani, che ci seguite pazientemente, per cielo, per terra e per mare, sui cinque continenti.
Non c’è niente di verticistico, calato dall’alto in maniera unilaterale, né di clandestino. Il tutto, si svolge alla luce del sole. Il giornale è vostro, è nostro. Continuiamo a gestirlo puntando sulla legalità e la trasparenza, fondato sui principi di libertà, democrazia, giustizia solidarietà, fratellanza, uguaglianza, amicizia ed “amor c’ha nullo amato amar perdona”. Ci mettiamo dentro, anche le quattro virtù cardinali. Dice Padre Livio, direttore di Radio Maria, eletto a nostro padre spirituale…”Prudenza, giustizia, fortezza e temperanza sono i ‘cardini’ sui quali si regge tutta la vita morale. Con le numerose altre virtù, che da esse derivano, formano delle personalità forti e sicure. Già gli antichi filosofi greci e romani avevano scritto pagine stupende su queste virtù, che sono poi passate a far parte del patrimonio spirituale e morale del cristianesimo”. Riconosciamo, che sia un modo di fare giornalismo un po’ atipico. Un’utopia, che, incredibilmente, va avanti da sei anni. Il direttore
Per un Natale sereno ed un nuovo anno, ricco di salute, successo, denaro, pace e bene
Domenico Salvatore
Il messaggio natalizio, come di consueto, è diretto ai nostri editori, diventati nonni, nel frattempo, come il direttore, che hanno creduto in questo progetto, (di fare informazione, cultura ed opinione in Calabria; in Italia, sul pianeta), con umiltà e tenacia; che hanno rischiato e rischiano ancora il loro capitale, in tempi di vacche magre, spighe vuote, austerity, se non di fame; nonostante le enormi difficoltà, di cui diremo più avanti; che hanno confermato ancora fiducia nel direttore, per il sesto anno consecutivo;
ai nostri collaboratori, anima del giornale, che contribuiscono in maniera del tutto gratuita, basata sul volontariato sic et simpliciter, come il direttore, tangibile e concreta a mandare avanti il giornale, in attesa dei tempi migliori;
ai nostri inserzionisti, che danno e ricevono visibilità e ritorno d’immagine;
alle istituzioni di ogni ordine e grado (presidenti, direttori, funzionari, in servizio od in quiescenza, sindaci, assessori, consiglieri, associazionismo, volontariato, sindacato, pensionati, disoccupati, sottoccupati, orfani, vedove, carcerati, ricchi e poveri, maschi e femmine) ai quali, ci legano rapporti reciproci di amicizia e conoscenza; con i quali interagiamo con cadenza quotidiana;
ai credenti e non, pecorelle smarrite e figlioli prodighi, affinché possano ricevere, il pane ed il pesce.
Ci piacque il brano di Giuseppe Fiorillo, di alcuni anni fa, ma sempre attuale, www.cdmisrvv.it che qui riproponiamo,...” Quarta ed ultima tappa di questo cammino spirituale che ci porta alla festa del Santo Natale, memoria grande dell'Emmanuele "II Dio con noi".Il brano del Vangelo di Matteo di questa quarta domenica di Avvento (Mt 1,18 -24) ci presenta il mistero della venuta di Gesù tra noi per opera dello Spirito Santo, alla luce della profezia di Isaia profeta: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà l'Emmanuele: Dio-con-noi» (Is 7,14). Ma, se Matteo pone l'accento sul mistero della nascita di Gesù, l'evangelista Luca, nella narrazione parallela, mette in risalto il come ed il dove venne alla luce il Figlio di Dio, Gesù:«Ora mentre si trovavano in quel luogo (Betlemme), si compirono per Lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo Figlio primogenito, che l'avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché non c'era posto per loro nell'albergo» (Lc 2,6-7). Gesù nasce fuori Betlemme, perché non accolto nella città degli uomini. Ieri come oggi. Gesù continua a nascere fuori città, perché ieri come oggi non c'è posto per Lui, dal momento che non c'è posto per i disperati della terra, per tutti i senza posto. Ed ecco una breve e drammatica litania dei senza tetto nel mondo:
• 800 milioni di persone, secondo le stime della FAO, sono sottoalimentate;
• 13 milioni, ogni anno nel mondo, muoiono di fame;
• 22 milioni di cui 6 milioni di bambini al di sotto dei dieci anni, vivono in campi profughi;
• 500.000 ragazzi al di sotto dei dieci anni, in 25 nazioni, sono arruolati con la forza, sotto effetti devastanti di droghe;
• 200 milioni di bambini, vengono sfruttati come schiavi costretti a lavorare, 15 ore circa al giorno, nelle piantagioni di canna da zucchero, di the, nelle discariche, nelle miniere. Per loro non esiste né sabato, né domenica, né gioco, né scuola, né giocattoli;
• 85 milioni di bambini, sono senza famiglia e, quindi, figli della strada, sempre più violenta.
... e la triste litania potrebbe continuare ancora, ma fermiamoci, perché il nostro Natale, potrebbe essere assai turbato, se facciamo memoria che Lui è venuto per dirci: vedete, voi fate guerre, spargendo sangue, costruite ingiustizie senza fine, create inferni; ma io vi dico: c'è una nuova via ed è per questo che sono venuto nel mondo per mostrarvela, perché "Io sono la Via, la Verità e la Vita", la Via dell'amore, l'unica. Amate e avrete un mondo dove tutti avranno un posto e tutti si sentiranno realizzati e tutti saranno nella gioia, "perché Io sono venuto a portarvi la gioia, tutta la gioia" (Gv 15,11).
Se sarà così, veramente i deserti delle nostre città e dei nostri paesi fioriranno, perché «gli uomini forgeranno le spade in vomeri, le lance in falci ed un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo e nessuno si eserciterà nell'arte della guerra» (Is 2,4). È un sogno, il sogno di Isaia profeta, vissuto settecento anni a. C. ed è anche il nostro sogno, sogno di un'umanità nuova, che canta con gli Angeli della prima notte di Natale «gloria a Dio nell'alto dei celi e pace in terra agli uomini di buona volontà» (Lc 2,14).
Il nostro modo di fare giornalismo on line, lo decidiamo come sempre ‘assieme’ a voi, amici lettori sovrani, che ci seguite pazientemente, per cielo, per terra e per mare, sui cinque continenti.
Non c’è niente di verticistico, calato dall’alto in maniera unilaterale, né di clandestino. Il tutto, si svolge alla luce del sole. Il giornale è vostro, è nostro. Continuiamo a gestirlo puntando sulla legalità e la trasparenza, fondato sui principi di libertà, democrazia, giustizia solidarietà, fratellanza, uguaglianza, amicizia ed “amor c’ha nullo amato amar perdona”. Ci mettiamo dentro, anche le quattro virtù cardinali. Dice Padre Livio, direttore di Radio Maria, eletto a nostro padre spirituale…”Prudenza, giustizia, fortezza e temperanza sono i ‘cardini’ sui quali si regge tutta la vita morale. Con le numerose altre virtù, che da esse derivano, formano delle personalità forti e sicure. Già gli antichi filosofi greci e romani avevano scritto pagine stupende su queste virtù, che sono poi passate a far parte del patrimonio spirituale e morale del cristianesimo”. Riconosciamo, che sia un modo di fare giornalismo un po’ atipico. Un’utopia, che, incredibilmente, va avanti da sei anni. Il direttore
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